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Weekend

Il caso cinematografico della stagione, accolto con entusiasmo dalla critica, sorprende il box office italiano nonostante il giudizio negativo della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI

Poster webDopo il successo internazionale di “45 anni”, il film che l'ha consacrato convincendo pubblico e critica in tutto il mondo, è approdato nelle sale italiane la pellicola “Weekend”: l'opera prima che ha rivelato il talento del regista Andrew Haigh. Il film racconta di come l'avventura di una notte può prendere una piega differente rispetto alle cicliche evasioni di una sera e trasformarsi in qualcosa di più. Veniamo alla storia. Russell conosce Glen in un locale e si risveglia al suo fianco la mattina dopo. Nell'arco del weekend i due arriveranno a condividere sentimenti, ricordi, paure e desideri, fino a scoprirsi all'inizio di un'imprevista e travolgente storia d'amore. La magnificenza del film sta nella naturalezza di scavare nei sentimenti più intimi di una coppia qualsiasi, in questo caso gay, in un contesto privo di eccessi. L'onesta realtà, mai forzata, racconta i sogni e problemi di un'intera generazione alla ricerca del proprio posto nel mondo. Tutta l'identità di quest'opera cinematografica si rispecchia nelle parole del regista: “Volevo raccontare un'onesta, intima, autentica storia d'amore. Quel misto di paura ed eccitazione che arriva insieme alla possibilità di qualcosa di nuovo. Volevo vedere questi due giovani uomini innamorarsi lentamente l'uno dell'altro, delle loro reciproche differenze, quasi come se stessero scoprendo dei pezzi mancanti di loro stessi. Volevo catturare quei momenti che due persone condividono quanto iniziano davvero ad impegnarsi in una relazione. Russell e Glen – continua Andrew Haigh – sono due uomini che attraversano la vita in modi diversi, ma entrambi cercano la stessa cosa: il loro posto nel mondo. Stanno provando a capire chi sono, cosa vogliono e come possono definire se stessi, in pubblico come in privato. Ovviamente, trattandosi di due personaggi gay, molte di queste problematiche acquistano una pertinenza particolare e ho cercato di dire qualcosa di sensato sulla complessità di cosa voglia dire oggi essere omosessuali”. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie al talento degli attori Tom Cullen e Chris New che vestendo rispettivamente i panni dei protagonisti. In merito il regista ammette: “Una delle maggiori preoccupazioni era quella di trovare i due protagonisti giusti. Abbiamo incontrato molti attori, sia individualmente che in coppia, sempre in cerca di quella scintilla da riuscire a portare sullo schermo… con loro tutto si è infiammato”. “Noi della Teodora – a parlare sono i distributori Vieri Razzini e Cesare Petrillo – siamo rimasti inchiodati di fronte alla storia d'amore tra Tom Cullen e Chris New. È un film girato in meno di tre settimane con un piccolo budget che ha quell'intensità e quella bellezza che sfida il tempo”. A parte il fatto che abbiamo atteso ben cinque anni prima che la pellicola arrivasse in Italia (immaginate il motivo), il giudizio negativo della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI (che preclude molte sale del circuito di qualità, spesso anche gestite da laici) ha giudicato il film come “Sconsigliato/Non utilizzabile/Scabroso” in quanto legato a due sole tematiche, droga e omosessualità, e per questo motivo ne ha ostruito drasticamente la distribuzione. Ciò nonostante la pellicola, accolta con entusiasmo dalla critica, sorprende il box office italiano sbaragliando la concorrenza e confermandosi uno dei casi cinematografici della stagione. Per misurarne il successo basti pensare a Roma, dove la sala 1 del cinema Quattro Fontane ha totalizzato oltre 16.000,00 euro al botteghino nel fine settimana, diventando la prima sala per incasso della città, multiplex compresi.

 

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