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Mattia Cesari: “Omofollia”

6339466_1211252Classe 1997, Mattia è un ragazzo come tanti altri pieno di sogni e desideri. Figlio della generazione dei video da postare, a 16 anni comincia per gioco ad imitare Belén Rodríguez e nel giro di poco arriva la popolarità sui social. Ironia, parodie e sorrisi si mescolano ad una realtà personale più intima e in rete comincia a parlare di se stesso e della sua omosessualità. Il coming out è liberatorio e da lì a breve seguono post sulle sue impressioni inerenti al mondo gay e sull'omofobia. I suoi punti di vista raccontati in modo sincero, reale e con molta spontaneità diventano un punto di riferimento per molti giovani della sua età che trovano in lui una voce amica e un esempio. Ne segue un vero e proprio libro dal titolo Omofollia, edito da Rizzoli, dal quale estrapoliamo alcune righe. Gita di terza elementare, tutti in pullman, destinazione la necropoli etrusca di Cerveteri. Due bambine di un'altra classe sedute sul sedile davanti si girano verso di me. Una allunga la mano e mi afferra una ciocca lunga e bionda di capelli. Non tira, li accarezza stupita e dice: «Come ti chiami?». «Mattia.» «Mh-mh. E perché hai i capelli da femmina?» Non lo sapevo che quelli fossero «capelli da femmina». Per me erano i capelli come li portava quel figo di mio padre e gli avevo chiesto di lasciarmeli crescere proprio come i suoi, ma evidentemente su di me l'effetto era, come dire, diverso. Da quel momento, anno dopo anno, Mattia inizia a vedere le cose da un altro punto di vista, a riconoscere e accettare gradualmente la sua identità sessuale, a confrontarsi con l'ottusità della gente, quella che lui definisce “omofollia”, e a tentare talvolta di aprire almeno una piccola breccia nel muro dell'omofobia. Il tutto sullo sfondo della sua improvvisa e inaspettata popolarità sul web, con i pro e i contro che comporta, e la voglia di crescere ogni giorno di più. Una voce fresca e sincera che raccontare la storia di un adolescente normale alle prese con esperienze belle e brutte, emozioni forti e spesso non piacevoli, amici che vanno e che vengono… così come gli amori. Un libro per nulla pretenzioso, molto scorrevole, sottolineato da un linguaggio diretto, a volte fin troppo crudo, ma estremamente reale perche in fondo come sottolinea l'autore “È omofollia quella presunta normalità che ci spinge lontano dagli altri e ci impedisce di riconoscerli”.

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