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Non è amore eterno se non c è noia!

Inutile negarlo: il propagarsi di internet e delle nuove tecnologie ci ha indirettamente “educato” ad avere e volere tutto velocemente e alla portata di un click. Con l’avvento dei social nella vita di tutti i giorni, poi, in noi si è albergato il “bisogno” continuo di like. La ricerca di un “mi piace” in più ci ha spinti a vivere e condividere momenti di eccitazione e di sensazioni forti spingendoci in un turbine di iperattività. Questo “bisogno”, subdolamente, si è anche innestato all’interno della sfera dei sentimenti. Proprio per questo motivo ci e vi domandiamo: ma è davvero possibile e fattibile portare avanti nel tempo una relazione fatta di soli slanci di passione, di folli viaggi e continui colpi di scena da postare? Certo che no! Allora, perché questa maniera frenetica, ossessiva e compulsiva di vivere e di sfruttare ogni attimo al 100% si è riflessa anche nella vita di coppia e ha creato un’illusione basata sull’indispensabilità di campare un rapporto a due perennemente alimentato da continue “cose da fare e da far vedere”? Attenzione, con questo non vi stiamo dicendo che è sbagliato, ad esempio, condividere esperienze diverse in coppia come andare alla scoperta di una cultura nuova e lontana dalla nostra, sperimentare un giochino piccante sotto le lenzuola o provare il brivido di uno sport estremo… tutt’altro: siamo d’accordo con chi ritiene che tali esperienze fortifichino il rapporto, ma allo stesso tempo non possiamo redimerci nell’affermare che è molto facile stare insieme quando ci si diverte e si esce dall’ordinario quotidiano. La quotidianità, per la maggior parte delle coppie, non fa rima con interminabili week end o continue esperienze d’eccitazione come buttarsi da un dirupo con il bungee jumping, ma piuttosto va a braccetto con fare la fila al supermercato e fare il bucato tornati dal lavoro. Ecco che ciò che fa davvero la differenza, in un vero e solido rapporto, sono i momenti “noiosi”. Ad affermarlo è Mark Manson, scrittore e autore di “The Subtle Art of Not Giving a F**k”, che ad un’intervista all’Indipendent chiarisce come la cosa meno ovvia, come la noia, sia invece il segreto per assicurarsi una relazione stabile e longeva nel tempo. Il signor Menson non è l’unico a pensarla così Claude Habib – professoressa di Letteratura francese del Settecento alla Nuova Sorbona Paris III – nel suo nuovo saggio, “Il gusto della vita insieme, ” dichiara: “Vivere in coppia significa essere capaci di annoiarsi insieme”.
Prima di proseguire è indispensabile tradurre il termine noia all’interno di un rapporto. Innegabilmente fare in coppia le pulizie di casa è più noioso che partire all’improvviso per un viaggio. e che stirare i pantaloni del proprio amato mentre lui/lei è alle prese con il cambio stagionale dell’armadio è di certo meno frizzante che trascorrere insieme un giro in mongolfiera. Attenzione a non confondere la noia, quella distruttiva, con la zona comfort dell’amore: le differenze tra le due voci sono abissali. In che cosa si distinguono i due aspetti? In molte sfaccettature, di seguito ve ne elenchiamo alcune. Se vi capita di crogiolarvi sul divano insieme alla vostra metà senza far nulla o più semplicemente siete sdraiati sul letto quando potreste essere a cena con i vostri amici, state vivendo una relazione sana. Se, invece, quando siete insieme a lui/lei la sua compagnia vi stufa e vorreste essere da un’altra parte e/o ogni pretesto è buono per far affiorare una lite, allora la noia è un vero campanello d’allarme. Usare il litigio come antidoto anti noia non porta a nulla di buono, anche perché la situazione potrebbe sfuggirvi di mano; ancor peggio è utilizzare il contrasto come unico meccanismo di dialogo per imporsi perché in certi momenti si dicono e fanno cose che la maggior parte dei casi hanno l’unico scopo di ferire il più profondamente possibile l’altra persona. L’intento? Difficile decifrarlo, gli esperti sostengono che, strano a credersi, alcuni soggetti inseguono il contatto verbale violento perché sono ancora innamorate del proprio partner e attraverso i forti contrasti vogliono far provare al partner un disagio simile a quello che loro sentono. Lo scopo? Cercar di far capir all’altro il proprio dolore, provocando altro male. Se pur sbagliando nei modi queste persone, in molti casi, aspirano a tener in piedi la storia, peccato che gettando altra benzina sul fuoco non fanno altro che alimentare la fiamma dell’astio. C’è poi chi si gioca la carta dello sfinimento e si comporta così perché rincorre la goccia in grado di far traboccare il vaso. In entrambi i casi si cerca e provoca una reazione. Il rimedio? Il dialogo continuo, onesto, sincero e non accusatorio: “Sto male per questo…”, “Perché sei arrivato a…”, “Come possiamo risolvere questo…”, “ Mi piace a letto quando mi tocchi lì/fai questo…”, “ I miei sentimenti sono cambiati, oggi sono questi…”.
I litigi di coppia, per essere sani, devono avere solo un obiettivo: legarvi ancora di più, ecco perché sono molti i sostenitori, noi compresi, del proverbio popolare che recita: “L’amore non è bello se non è litigarello”, con ciò non dobbiamo dimenticarci che uno dei momenti più importanti in una coppia è la fase di perdono e a quest’ultima si arriva solo con il dialogo; in egual misura non dobbiamo scordarci che anche attraverso il bisticcio s’impara a conoscere la persona che ci sta a fianco. Ci sono diversi modi di ottenere o di concedere il perdono, tra i più mitizzati – dal cinema, dalla letteratura e dall’arte in generale – c’è il sesso. Detto questo è pur vero che per fare pace occorrerebbe concedersi un po’ di sesso, ma per far sesso servirebbe un po’ di pace, altrimenti il rischio è di non affrontare il nocciolo del problema e di conseguenza rimandarlo ad una prossima volta e chissà con quale risultato. Ma non solo: così facendo, alla lunga, si rischia di trasformare i momenti d’intimità in una “merce di scambio” e parallelamente si osa innescare una contesa con l’unico scopo di arrivare ad avere rapporti. Utilizzare, invece, il sesso come strumento di dialogo è di certo la mossa migliore, della serie: bisticciamo, cominciamo a parlare, poi finiamo a letto e nel frattempo conversiamo e quando abbiamo trovato una soluzione ci ”lasciamo completamente andare”… E dopo? Si finisce nuovamente sotto le lenzuola, ma questa volta a farci tante coccole o perché no, ricominciando a fare l’amore. “Tutto il resto – come cantava Franco Califano – è noia”. Insomma c’è lite e lite, come c’è noia e noia, e classificare volta per volta nel giusto modo come e perché questi aspetti si presentano è il criterio migliore per fortificare un’unione.
Volete mettervi alla prova? Questo fine settimana trascorretelo interamente con la vostra metà del cuore senza fare nulla di che… semplicemente cucinando, pranzando davanti alla televisione, leggendo un buon libro insieme, parlando di voi… Niente sesso, niente pisolini, niente internet/social, parole d’ordine sono coccole, grattini, condivisione di se stessi e ordinaria amministrazione della casa. Lo scopo di quest’esperimento? 1) Recuperare/rafforzare il concetto d’intimità; 2) rendersi conto che “da soli” ci si basta e che non occorre chissà cosa per essere felici in due; 3) rammentare che la relazione non può basarsi su un susseguirsi di avventure e che la vera avventura è lì, ora e adesso.

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