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Chanel lancia “Boy”, una linea di trucchi dedicata all’uomo (etero), ed è subito polemica!

Sono lontani i tempi in cui il prototipo di uomo virile sfoggiava con fierezza petti villosi, zampe da gallina, mani callose… ma ciò lo rendeva davvero più macho?

“Linee, colori, atteggiamenti, gesti… Non esiste un prerequisito assolutamente femminile o maschile: solo lo stile definisce la persona che desideriamo essere”. Con queste parole la Maison Chanel – specializzata nei beni di lusso legati ai mercati dell’alta moda, del prêt-à-porter, degli accessori, della cosmetica e della profumeria – lancia Boy de Chanel: la prima linea di trucchi interamente dedicata all’universo maschile. “Proprio come Gabrielle Chanel – ha affermato la società in un comunicato stampa – ha preso in prestito elementi dal guardaroba maschile per vestire le donne, il compartimento beauty della Maison trae ispirazione dal mondo delle donne per scrivere il vocabolario di una nuova estetica personale per gli uomini”. Sebbene la prima linea di trucchi del marchio integralmente consacrata all’uomo lasci presumere che il nome scelto, “Boy”, sia un appellativo pubblicitario selezionato ad hoc con riferimento al genere maschile, in realtà la denominazione è un omaggio al primo amore di Gabrielle Chanel: Boy Capel, pseudonimo di Arthur Capel. In pochi sanno che fu proprio Arthur a finanziare economicamente l’apertura della prima boutique di Coco Chanel e a consigliarla sui primi affari. L’uomo, famoso anche per essere un celebre giocatore di polo, morì in un tragico incidente d’auto il 22 dicembre del 1919. Tornando alla linea, quest’ultima è composta da un fondotinta disponibile in otto tonalità arricchito da acido ialuronico, matite per sopracciglia in quattro gradazioni e un balsamo idratante chiaro per le labbra con finitura opaca. La collezione sarà distribuita a novembre sulle piattaforme di e-commerce della casa e dal gennaio 2019 nelle boutique di Chanel.
In merito allo sdoganamento del trucco Chanel non è di certo stata la prima maison che ha lanciato sul mercato prodotti di make up per gli uomini, diverso tempo prima ci ha pensato Tom Ford con la linea men’s grooming collection e ancora prima MMUK Man che già nel lontano 2012 è stato uno dei primi marchi a sfidare gli stereotipi di genere immettendo sul mercato una serie di trucchi dedicati a lui come il correttore, la matita riempitiva per la barba, per le sopracciglia e perfino il mascara. A questo punto ci domandiamo: come mai il lancio da parte di Chanel di una linea trucco uomo ha smosso tanto gli animi da parte di un nutrito numero di persone? Certo, nell’immaginario collettivo dell’uomo medio – o per farla più semplice nell’educazione culturale – l’uso del make up nella vita di tutti i giorni è sempre stato circoscritto al mondo femminile, ma anche la depilazione una volta per l’uomo era considerata un vero e proprio tabù… o meglio ancora “una cosa da femmine” che intaccava l’essere “macho”; oggi, invece, è più facile scontrarsi con una donna con i baffetti piuttosto che con un uomo non interamente depilato! Sì anche lì! Sono lontani i tempi dove il prototipo di uomo virile sfoggiava con fierezza petti villosi, zampe da gallina, mani callose… non che ciò lo rendesse interiormente “più uomo”, ma esteticamente e a livello sessuale, senza voler intaccare o mettere in dubbio i gusti e la sensibilità di nessuno, bisogna ammettere che alcune volte gli equilibri sono a dir poco rovesciati.  Attenzione: non è una questione di essere più o meno uomini o per qualcuno essere o non essere gay, il fattore estetico non ha mai “interiormente” intaccato l’essere eterosessuale o omosessuale, semmai è la società di un tempo che etichettando e dipingendo l’uomo gay come una macchiolina che scimmiottava una donna ricoprendosi di parrucche, di piume, di lustrini e focalizzava l’essere macho “nell’uomo che non doveva chiedere mai” ha, nell’immaginario collettivo, dato vita a due figure che non si rispecchiano nella vera natura delle parti in causa. Questa errata visione assorbita dalla società ha creato e rimarcato dei profili e dei confini ben lontani dalla nuda verità che tutt’oggi rimangono, per molti, concetti invalicabili: uomo = macho, gay = travestito. Arrivati a questo punto, poi, è bene considerare due aspetti fondamentali: i brand commerciali, in questo caso parliamo di Chanel, hanno come unico fine quello di far soldi e per vendere devono per forza di cose targettizzare i propri prodotti, quindi immettere sul mercato una linea di cosmetici espressamente destinati agli uomini serve per avvicinare il maschio medio etero a considerare l’idea di truccarsi e non di certo per convincere gli uomini gay a farlo. Per questa ragione è normale che anche il packaging, la grafica, il colore del prodotto siano studiati per accattivarsi il target. Il risultato visivo e finale del prodotto, in conformità a ciò che vuole trasmettere e a chi è indirizzato, svolge un ruolo fondamentale e nasconde diversi messaggi subliminali.  In questo caso la linea oltre a voler rassicurare il consumatore accarezza anche la sua vanità, in un certo senso è come se gli dicesse: “Ehi tu uomo, se ti trucchi sei sempre un maschio Alpha, ma sei più bello, più affascinante e conquisti più figa!”. C’è anche da dire, però, che mentre la mentalità dell’uomo gay è più fluida a livello psicologico, l’uomo etero può farsi mille congetture e complessi nell’avvicinarsi al trucco proprio perché deve “sentire puzza di testosterone”.  Ci spieghiamo meglio portando un esempio: conosciamo molti ragazzi eterosessuali che ordinano la coca cola zero piuttosto che quella light perché secondo loro il termine zero è più virile di quello light, per questo motivo, ipotizziamo che Chanel per il packaging del prodotto maschile abbia usato espressamente il colore nero (rispetto al classico bianco impiegato per i prodotti femminili) e altri accorgimenti, proprio per dargli una caratteristica più mascolina. Se l’intento fosse stato quello di avvicinare soltanto l’uomo gay al prodotto sarebbe bastato, per assurdo, inserire nella confezione originale un bollino arcobaleno e non rivedere completamente l’intera confezione. Ciò non è accaduto, fortunatamente, perché il prodotto mira ad un pubblico maschile (etero o gay che sia) e nella sostanza ciò che dovrebbe differenziare un prodotto maschile da uno femminile è la sua costituzione e non il suo involucro, ma, come ben sappiamo, anche l’occhio vuole la sua parte. Oggettivamente la pelle di una donna (etero o lesbica che sia è sempre una donna) è diversa da quella di un uomo (etero o gay è sempre un uomo), per questa ragione ciò che ci si dovrebbe aspettare dai prodotti specifici per lui o per lei è che siano in grado di rispondere e agire alle diverse esigenze, in questo caso del differente PH, femminili o maschili. A livello visivo, poi, gli ingredienti che compongono i prodotti dedicati al maquillage per lui oltre a tener conto delle caratteristiche della pelle devono donare un effetto “mat” (per i meno affini del settore i prodotti mat sono quelli opacizzanti che donano un tono alla pelle senza renderla lucida) e dare un look più naturale possibile.
C’è da domandarsi: nel prossimo futuro saranno le donne a mettere mano nel beauty degli uomini o continueranno ad essere i maschietti a farlo? Si prospettano tempi duri per la frase della buona notte, a soppiantarla potrebbe essere l’espressione: “Amore ho finito il latte struccante, mi presti il tuo?!” E che dire poi del risveglio del giorno dopo una notte di passione e di trasgressione condivisa con un estraneo? Il timore di mostrarsi a viso pulito alle prime luci del mattino era una “paura” tutta femminile, da oggi in poi invece…

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